Taekwondo: Origini, Storia e Diffusione di un'Arte Marziale Coreana

Il Taekwondo, noto per le sue spettacolari tecniche di calcio, è un'arte marziale e sport da combattimento di origine coreana con una storia millenaria. La sua evoluzione, dalle antiche pratiche di combattimento fino alla sua affermazione come disciplina olimpica, riflette la storia e la cultura della Corea.

Le Antiche Origini

Le origini del Taekwondo risalgono a circa 2000 anni fa, quando la Corea era divisa in tre regni: Goguryeo, Baekje e Silla. Murales e manufatti di quest’epoca raffigurano guerrieri che praticano tecniche che assomigliano a quelle del Taekwondo. In particolare, nel regno di Silla, si sviluppò un sistema di difesa e attacco che contribuì significativamente alle vicende storico-militari del regno.

Il Ruolo degli Hwarang

Un ruolo fondamentale nello sviluppo del Taekwondo fu giocato dagli Hwarang, un'élite di giovani guerrieri appartenenti alla nobiltà del regno di Silla. Questi giovani venivano istruiti in un sistema marziale in armonia con le leggi della natura e della filosofia buddista. Il loro sistema marziale, chiamato Taek kyon ("combattimento con le gambe"), privilegiava le tecniche di calcio rispetto a quelle di pugno.

La società di Hwarang-Do (tradotto ne “La via della fratellanza degli uomini”) viene fondata inizialmente come un’accademia militare riservata solo alla giovane nobiltà del regno di Silla, in cui il Tae Kyon è considerato una parte fondamentale del normale addestramento alle arti marziali. I capi vengono selezionati tra tutti i figli della nobiltà reale di età compresa tra i sedici e vent’anni, mentre i cadetti (Nangdo) costituiscono un totale che varia dalle duecento alle mille unità. I giovani vengono educati in molte discipline, incluse la storia, la filosofia confuciana, l’etica, la morale buddista, l’equitazione, il tiro con l’arco, la scherma, la tattica militare e ovviamente il Tae Kyon.

I principi fondamentali che ogni guerriero doveva conoscere e rendere fondamento della propria vita, sono quelli stabiliti dal saggio monaco Buddista Wonkang. Ecco i suoi principali assiomi:

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  • Fedeltà al tuo paese
  • Obbedienza ai genitori
  • Lealtà verso gli amici
  • Non ritirarsi mai in battaglia
  • Non uccidere ingiustamente

Il Tae Kyon era insegnato parallelamente ai cinque principi esposti, così da diventare un modello di vita per i giovani cadetti: un codice di condotta etico-morale indispensabile per apprendere e dare il giusto valore all’arte marziale. Oggi questi principi si sono evoluti, e appartengono al moderno Tae Kwon Do.

  • Fedeltà al proprio paese
  • Rispetto dei genitori
  • Fedeltà alla sposa
  • Lealtà verso gli amici
  • Rispetto verso gli anziani
  • Rispetto dei tuoi insegnanti
  • Non uccidere ingiustamente
  • Spirito indomabile
  • Fedeltà alla tua scuola
  • Termina ciò che inizi

Così come i cinque originali, questi moderni assiomi sono usati per promuovere lo sviluppo morale degli allievi del Tae Kwon Do e nessun praticante, che non abbia compreso a fondo questi principi, può sperare,in futuro, di insegnare la vera essenza dell’arte.

L'Influenza Giapponese e la Rinascita del XX Secolo

Nel 1910, in seguito alla vittoria della guerra russo-giapponese del 1903, il Giappone invase la Corea. L'impero nipponico vietò la pratica di ogni arte marziale, per timore che potesse stimolare la rivolta. Alcuni marzialisti fuggirono, emigrando in Giappone per apprendere le arti giapponesi.

Il periodo dell'occupazione giapponese (1910-1945) fu un periodo di repressione per la cultura coreana, comprese le arti marziali tradizionali, che furono bandite. Nonostante ciò, la pratica del Taekkyon e di altre forme di combattimento continuò segretamente.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il 15 agosto 1945, con la sconfitta del Giappone, l'occupazione della Corea terminò e le arti marziali coreane tornarono a essere praticate legalmente. Ormai non erano più appannaggio di un'élite militare: tutti le potevano praticare e le scuole si moltiplicarono, insieme agli stili. Nacquero e si diffusero così diverse “scuole”, chiamate “Kwan”.

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L'Unificazione e la Nascita del Termine "Taekwondo"

Nel 1955 si tenne un'assemblea cui parteciparono i 9 Kwan più importanti con lo scopo di unificare e uniformare quest’arte marziale. Fu qui che il generale dell'esercito Choi propose il nome Taekwondo, che venne adottato ufficialmente nel 1958. Il termine Taekwondo deriva dall’unione di tre sillabe della lingua coreana: tae (“colpire/spezzare con i piedi”), kwon (“colpire con il pugno”) e do (“arte”, “disciplina”, “metodo”, “cammino” o “via”). Può essere tradotto con “l’arte dei calci e dei pugni”.

Il Taekwon-Do (Arte dei pugni e dei calci, anche in volo) è un’arte marziale coreana di difesa personale con uso delle mani e dei piedi ed è il frutto della grandiosa opera di un Maestro coreano, il Generale Choi Hong Hi, “padre del Taekwon-Do”, che ha creato e codificato quest’arte marziale moderna basata su valori tradizionali e morali e su principi della fisica per generare la massima forza utilizzando velocità e massa durante l’esecuzione dei movimenti.

Il Generale Choi Hong Hi nacque il 9 novembre 1918 nell’attuale Corea del Nord. Già da giovane dimostrò uno spirito forte ed indipendente tanto che all’età di dodici anni fu espulso dalla scuola per avere organizzato agitazioni contro le autorità giapponesi che a quel tempo avevano il controllo della Corea. A seguito dell’espulsione dalla scuola, il padre del giovane Choi avviò il figlio allo studio della calligrafia sotto la guida di uno degli insegnanti più noti della Corea, il Maestro Han Il Dong che, oltre ad essere conosciuto come maestro di calligrafia, era anche Maestro di Taek Kyon, un’antica arte marziale coreana proibita a quei tempi dal regime giapponese.

Nel 1937, Choi si trasferì in Giappone per approfondire la propria cultura personale; a Kyoto venne in contatto con un Maestro coreano, Him, che insegnava Karate così, dopo due anni di intenso addestramento, raggiunse il grado di cintura nera 1° Dan ed iniziò ad insegnare questa arte marziale. Le tecniche del Karate unite alle tecniche del Taek Kyon (tecniche di piede), furono le basi del Taekwon-Do moderno.

La Divisione e le Federazioni Internazionali

Il 22 marzo 1966 venne fondata da parte dello stesso generale la International Taekwondo Federation (ITF). Il 28 maggio 1973, a seguito d’insanabili contrasti tra il gen. Choi Hong Hi e la federazione sudcoreana, nasceva a Seul la World Taekwondo Federation (WTF), poi rinominata World Taekwondo (WT). Le due federazioni oggigiorno hanno stili, regolamenti, programmi ed obbiettivi distinti.

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  • International Taekwondo Federation (ITF): Fondata nel 1966 dal Generale Choi Hong Hi, pone l'accento sull'applicazione marziale e l'autodifesa, con un approccio più tradizionale.
  • World Taekwondo (WT): Fondata nel 1973, si concentra sull'aspetto sportivo e agonistico, ed è la federazione riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

Il Taekwondo come Sport Olimpico

1988: alle Olimpiadi di Seoul il Taekwondo WTF viene introdotto come sport dimostrativo. Alle successive Olimpiadi, Barcellona 1992, accade lo stesso. La scalata dell’arte marziale si conclude nel 2000 quando ai Giochi Olimpici di Sidney diventa Sport Olimpico Ufficiale.

Il debutto olimpico del Taekwondo è avvenuto come sport dimostrativo ai Giochi di Seoul 1988 e Barcellona 1992. Dal 2020, il Taekwondo è incluso anche nel programma paralimpico, con gare di Para Taekwondo - Kyorugi.

Regole e Equipaggiamento nel Taekwondo Olimpico (WT)

Gli atleti sono suddivisi per sesso, età e categorie di peso (otto nei Giochi Olimpici); indossano una divisa bianca (dobok) e sono obbligatoriamente muniti di protezioni elettroniche (casco e corpetto). Il sistema di gara attuale è il Best of 3 rounds: tre riprese indipendenti da 2 minuti ciascuna, con 1 minuto di intervallo. L’atleta che vince due round si aggiudica il match. I colpi validi sono quelli portati con il piede al tronco o al volto; con il pugno è valido solo il colpo diretto al tronco. Il punteggio tiene conto anche delle penalità assegnate all’avversario per comportamenti scorretti (come spinte, pugni al viso, cadute intenzionali, ecc.).

Il Taekwondo in Italia

In Italia, la storia inizia nel 1966, quando grazie al lavoro di Sun Jae Park, in Italia centro-meridionale si formano i primi nuclei di praticanti. L’interesse che si crea intorno alla disciplina porta alla creazione della FITKD, la Federazione Italiana Taekwondo, affiliata alla ITF. Ai mondiali del 1974 in Canada, a Montreal, la squadra italiana conquista il primo posto dopo le prove di forma, combattimento e rotture. Da qui inizia la svolta per il Taekwondo italiano, che come primo passo vede l’abbandono dell’affiliazione alla ITF per passare alla WTF.

Con il riconoscimento del Taekwondo da parte del CIO negli anni successivi, la FITKD si trova costretta a trovare un ambito ufficiale. Nel 1982, la FIKDA si trasforma nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed è associata alla FILPJ. Dopo un periodo di contrasti, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire una corrente modernista del Karate. L’espansione del Taekwondo è inarrestabile. La disciplina partecipa alle XXV Olimpiadi di Barcellona ’92 ancora nel programma dimostrativo.

Il Taekwondo in Italia ha avuto una storia di crescita e trasformazione, passando attraverso diverse fasi organizzative e ottenendo importanti risultati a livello internazionale. Oggi, con oltre 500 società affiliate, migliaia di tesserati e risultati di rilievo a livello europeo, mondiale e olimpico, il Taekwondo in Italia rappresenta una realtà in continua crescita.

Figure Chiave del Taekwondo Italiano

Il Maestro Park Sun Jae, scomparso nel 2016, rimane una figura centrale nella storia dello sport italiano: primo Presidente della FITA, dirigente carismatico e autentico ambasciatore del Taekwondo, ha tracciato una rotta che oggi continua a essere seguita con orgoglio. Nel 1966, i fratelli Park iniziarono a insegnare il Taekwondo nelle regioni meridionali, contribuendo alla nascita dei primi nuclei di praticanti e gettando le fondamenta per una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale. Parallelamente, il Maestro Young Ghil Park proseguiva la sua opera educativa in tutto il Paese, distinguendosi come formatore di generazioni di atleti, tecnici e maestri.

I Benefici del Taekwondo

Il Taekwondo, come altre arti marziali, porta molti benefici al corpo e alla mente dell’atleta che lo pratica. Innanzitutto è un allenamento perfetto per chi ha bisogno di tonificarsi e rimanere in forma, grazie a sessioni impegnative ma alla portata di tutti. Nonostante le tecniche di combattimento siano focalizzate soprattutto sui calci, anche il resto del corpo trae comunque benefici dagli allenamenti, grazie a salti e acrobazie che tengono in allenamento anche i muscoli del tronco, in particolare quelli addominali.

Oltre a questi benefici fisici, il Taekwondo offre anche altri vantaggi, come quello di imparare a curare il proprio corpo, e avere lo spirito di gruppo. La pratica del Taekwondo è molto sviluppata anche tra i bambini più piccoli, con l’età di quattro anni che segna l’inizio del ciclo di allenamenti. All’inizio i più piccoli si cimentano in attività ludico-sportive allenanti, come percorsi ad ostacoli che mettono alla prova le loro abilità e le migliorano. La pratica dello sport garantisce ai più piccoli miglioramenti dal punto di vista fisico e mentale, oltre ad essere una valvola di sfogo in cui le energie vengono canalizzate per migliorarsi.

Aspetti Fondamentali del Taekwondo

  • Combattimento (Gyeorugi): Il combattimento è un aspetto centrale del Taekwondo, dove due atleti si affrontano utilizzando tecniche di calcio e pugno.
  • Forme (Poomsae): Le forme sono sequenze di movimenti prestabiliti che simulano combattimenti contro avversari immaginari.
  • Difesa Personale (Hosinsul): Il Taekwondo include tecniche di difesa personale per fronteggiare aggressioni.
  • Rottura (Kyopa): Le prove di rottura dimostrano la potenza e la precisione delle tecniche del Taekwondo.

La Filosofia del Taekwondo

La filosofia alla base del Taekwondo fonda le sue radici nell’etica, nella morale, e nelle norme spirituali attraverso le quali un uomo può vivere senza litigare. Bisogna distinguere il corretto dallo sbagliato e avere la consapevolezza, quando qualcosa è sbagliato, di sentirsi colpevoli. Una persona che perde l’autocontrollo in un combattimento ha un elevato rischio di perdere l’incontro. Infatti, bisogna sempre rimanere concentrati e pensare accuratamente prima di agire.

I principi del Taekwondo includono:

  • Cortesia
  • Integrità
  • Perseveranza
  • Autocontrollo
  • Spirito indomito

Questi principi guidano i praticanti del Taekwondo non solo nell'allenamento fisico, ma anche nella vita di tutti i giorni.

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