Il wrestling, spesso liquidato come semplice finzione, è in realtà un complesso intreccio di sport, spettacolo e narrazione. Questo articolo esplora la storia del wrestling, svelandone i segreti e analizzando le ragioni del suo fascino duraturo.
Dalla Finzione alla Realtà: Un Confine Sfocato
Che il wrestling sia intrattenimento con storie sceneggiate, trame e sottotrame, buoni e cattivi (che spesso invertono i ruoli), in una evoluzione sempre più ‘cinematografica' della lotta libera americana non è un segreto. Non si cerca di ingannare il pubblico, ma solo di intrattenerlo: la componente atletica e tecnica è presente, e non farsi male - né farlo agli avversari - è un'arte.
Un video diffuso dalla WWE mostra cosa accade sul ring: i microfoni captano le conversazioni tra i lottatori, come John Cena, che "chiamano il match" al volo, indicando agli avversari cosa fare. Questo estratto di un dark match Hell in a Cell del 2011 rivela la difficoltà di seguire la sceneggiatura e di eseguire una prestazione atletica di livello.
Wrestling: Più che Semplice Finzione
Il wrestling non è semplicemente "finto", ma predeterminato. È una storia raccontata attraverso una successione di mosse tra due o più lottatori all’interno di un ring. Basta vedere i colpi, le rincorse, i tuffi e le cadute per capire che non si può sfuggire al dolore. È la fusione tra sport e spettacolo, con incontri che raccontano storie, buoni e cattivi, fasi precise che lavorano sulla psicologia del pubblico. I wrestler collaborano tra loro, sapendo quando uno deve essere messo sotto per incassare meglio le mosse e renderle spettacolari. Il wrestling fonde combattimento e narrativa per un prodotto unico.
La WWE (World Wrestling Entertainment) è la compagnia più famosa, ma la AEW (All Elite Wrestling) sta diventando una rivale. In tutto il mondo, diverse compagnie propongono interpretazioni diverse della disciplina, offrendo un ampio spettro di stili e storie.
Leggi anche: Cintura da wrestling personalizzata: istruzioni
La Svolta Chiave: Vince McMahon e la Demistificazione
Il 10 febbraio 1989 segna un punto di svolta: Vince McMahon, proprietario della WWF (oggi WWE), chiede al Senato del New Jersey di escludere il wrestling dagli sport soggetti a regolamenti, controlli e tasse. McMahon dichiara che il wrestling è "un'attività in cui i partecipanti conducono la battaglia di comune accordo allo scopo di intrattenere gli spettatori, più che come un vero e proprio contest atletico". La deregolamentazione viene approvata, e il segreto del wrestling viene svelato.
Nel luglio 1994, durante un processo per presunta distribuzione di steroidi, McMahon sottolinea la distanza del wrestling dagli altri sport, sminuendo la gravità dell'uso di steroidi. Il wrestling è più vicino al cinema che allo sport. Ignorare la predeterminazione del wrestling significa negare la realtà: gli incontri non sono agonistici, non sono truccati, sono già decisi.
Costruirsi una Credibilità: Un Lungo Percorso
L'autenticità degli incontri è sempre stata messa in discussione. I match si tenevano in fiere di paese o circhi. Matthew Hester scrive che, al di là di rare occasioni in cui i match erano veri, gli incontri erano già predeterminati.
Nonostante i dubbi, la popolarità cresce, e gli eventi si spostano in vere arene. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, l'obiettivo è dare al wrestling un'aura di credibilità, con atleti senza costumi bizzarri che combattono match lenti e lunghi, composti da prese a terra in stile lotta libera e dallo scarso pathos.
Negli anni '20, il pubblico si stufa di questi incontri e dei dubbi sulla loro veridicità. La boxe guadagna popolarità. Il Gold Dust Trio (Ed “Strangler” Lewis, Billy Sandow e Joseph “Toots” Mondt) trasforma il wrestling in show: lo "slam bang western style wrestling". Gli incontri diventano più brevi, con pugni, calci, colpi volanti e mosse di atterramento. Iniziano i "feud" tra i wrestler, e il pubblico si schiera.
Leggi anche: Novità Wrestling su Sky Sport
Il wrestling recupera le "gimmick", i personaggi folkloristici con costumi, personalità e caratteristiche, "buoni" o "cattivi", per aumentare il coinvolgimento del pubblico. Gorgeous George è il primo a perfezionare il nuovo modo di intendere il wrestling. Il pubblico lo odia e paga per odiarlo. La divisione tra "babyface" (buoni) e "heels" (cattivi) diventa essenziale.
Kayfabe: Mantenere le Apparenze
Con la trasformazione del wrestling in show, diventa importante mantenere le apparenze. I wrestler rispettano le caratteristiche dei loro personaggi anche in pubblico, secondo la "kayfabe".
Un aneddoto degli anni '70 dimostra l'importanza della kayfabe. Nel 1975, Tim “Mr Wrestling” Woods (buono) è in aereo con Ric Flair, Johnny Valentine e Bob Bruggers (cattivi). L'aereo si schianta. Valentine e Bruggers si infortunano gravemente, ponendo fine alle loro carriere. Anche Ric Flair si infortuna. Tim Woods, infortunato, cela al pubblico di viaggiare con i suoi nemici. Si presenta in ospedale con un altro nome e torna sul ring per "dimostrare" di non essere coinvolto nell'incidente.
Altre prove di fedeltà alla kayfabe includono The Iron Sheik, che non esce dal personaggio di "anti-americano", e Bruno Sammartino, che si rifiuta di ammettere la "finzione" del wrestling.
Arrendersi all’Evidenza: La Reality Era
Con le ammissioni di Vince McMahon e internet, rispettare la kayfabe perde di senso. L'incidente al Madison Square Garden nel 1996 contribuisce allo svelamento del wrestling.
Leggi anche: Un tuffo nel passato del Tag Team Wrestling
Nonostante ciò, il wrestling è vivo e non sente il bisogno di nascondere la sua predeterminazione. La Reality Era, iniziata nel 2014, ha il suo simbolo in Brock Lesnar, atleta che si divide tra WWE e UFC. I lottatori non nascondono nulla.
Wrestling: Un’Arte di Emozioni Vere
Il wrestling ha fatto pace con la sua predeterminazione e la finzione delle sue storie. Il wrestling è finto, e lo sanno tutti. Tuttavia, la finzione è diversa rispetto a quella percepita a primo impatto. Il wrestling è un genere di lotta, derivato dalla lotta libera con l’aggiunta di prese e manovre acrobatiche provenienti da varie arti marziali. La natura dei match di wrestling, prescindendo dal filone narrativo principale, è un cocktail di sport e spettacolo.
Roland Barthes scrive che il catch non è uno sport, ma uno spettacolo eccessivo. Il centro di attenzione non è lo sport-verità, ma lo spettacolo e l'intrattenimento. Lo spettatore non si interessa al consolidarsi di un successo, ma aspetta l’immagine momentanea di certe passioni. L’esito del match è importante ma non fondamentale: c’è un favorito e qualcuno da “odiare”, ma il fan sa che il risultato è predeterminato in funzione della storia. Un ruolo fondamentale è giocato dalla capacità del(la) wrestler di creare una connessione con il pubblico.
Il wrestling deve essere sovraesposto, aumentato per risultare efficace. Espone il dolore umano con l’amplificazione delle maschere tragiche. Il lottatore che soffre presenta la figura eccessiva della Sofferenza.
Randy "The Ram" Robinson: Verità e Finzione
Boardwalk Hall, Atlantic City, 2 Aprile 1989. Madison Square Garden, New York, 6 Aprile 1989. Quale dei due eventi è quello vero? Randy “The Ram” Robinson non esiste. Entrambi però sono veri. Quel dolore, quella stanchezza, quello squallore di vita è tristemente vero per molti wrestler.
Il wrestling ha sempre dovuto ballare questo tango tra verità e finzione, e quando riesce a infiammare l’immaginazione del suo pubblico, diventa reale. Randy è ancora negli anni ’80, ma il mondo attorno a lui non è più lo stesso.
L'Oscuro Dietro le Quinte: Sacrificio e Pericolo
La serie Netflix su Vince McMahon ripercorre la sua scalata e il lato oscuro dietro la federazione. Mark William Calaway (The Undertaker) afferma di avere dolori ovunque, di faticare a dormire e di essersi sottoposto a decine di operazioni chirurgiche a causa degli oltre trent’anni di attività sul ring.
Quello che avviene sul ring è in larga parte vero, anche se i risultati degli incontri sono stabiliti. I pugni, le cadute, le prese e le mosse sono controllate, non finte. Ogni caduta, ogni pugno, ogni chop sono reali, e ogni errore può essere dannoso. La bravura dell’atleta sta nel selling: la capacità di far apparire veri certi colpi.
L'utilizzo degli oggetti può essere pericoloso. Un colpo con la sedia in testa, un volo da una scala, l’utilizzo di puntine da disegno o chiodi sono reali. Il bloodjob, ossia il sanguinamento sul volto, è reale. Le misure di sicurezza della WWE sono recenti, nate nel 2007 in seguito alla morte di Chris Benoit, che uccise moglie e figlio e si tolse la vita.
Christopher Nowinski, ex performer, studiò la Sindrome postcommozionale, legata agli scontri di gioco. Il lavoro di Nowinski costrinse Vince McMahon a rivedere i parametri di sicurezza. Furono banditi i colpi alla testa.
Esistono centinaia di federazioni indipendenti che non prendono in considerazione queste misure. Se la WWE offre uno spettacolo safe, le altre federazioni seguono la old school, priva di tutele per gli atleti. Il film The Wrestler tocca il lato dell’entertainment.
L'Intrattenimento: Standard Fisici e Personaggi
Il wrestling richiede sforzi fisici e mentali. Ogni wrestler interpreta un personaggio sul ring. Nelle federazioni minori, il lato attoriale è meno importante. In WWE, ogni wrestler interpreta un personaggio, abbandonando la propria vita privata. Ci sono standard fisici da mantenere, e i wrestler sono continuamente in viaggio.
Quella E nella sigla WWE sta per entertainment. Un atleta rimane nel personaggio anche fuori dal ring. La finzione deve essere totale per essere credibile. Nel 1999, Owen Hart perse la vita durante un live show, cadendo da diversi metri d’altezza durante la propria entrata sul ring. Il wrestling non è finzione, ma un’arte.
L'Impatto Culturale e il Pubblico Eterogeneo
Il wrestling ha un impatto culturale negli Stati Uniti. Linda e Vince McMahon hanno sostenuto Trump. Donald Trump ha preso parte a vari show WWE.
Il pubblico è eterogeneo. Ci sono cori e storie conosciute dagli spettatori. Il wrestling è a metà tra il teatro e la soap opera. Unisce atletismo e gag comica. I match sono divertenti come al circo. C'è una narrativa che rende avvincente gran parte degli incontri.
Cresce l'interesse per la scena femminile. Anche in Italia, il pubblico acclama Ronda Rousey. La WWE cerca di raggiungere la parità grazie a spazi per le donne e un miglior posizionamento negli show. La narrativa è più attenta.
Il wrestling è un equilibrio impossibile tra narrativa, estetica retrò, finzione, dramma e comicità. È l'entertainment, come ci ricorda la E della sigla WWE.
tags: #wrestling #tutto #fonto #storia
