Introduzione
La battaglia di Monte Castello, combattuta durante la campagna d'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, rappresenta un momento cruciale per la Forza di Spedizione Brasiliana (FEB). Questo scontro, avvenuto in un'area strategica sull'Appennino tosco-emiliano, segnò un punto di svolta nella lotta per la liberazione dell'Italia dalle forze nazifasciste.
Contesto Storico e Strategico
Nel 1944, la Linea Gotica, un sistema di fortificazioni tedesche, divideva l'Italia in due. L'avanzata delle forze alleate verso nord era ostacolata dalla tenace resistenza tedesca. La pianificazione alleata prevedeva che la 5a Armata degli Stati Uniti, composta dal II e IV Corpo d'Armata, avanzasse verso Bologna e la Pianura Padana. Per fare ciò, era necessario assicurarsi il controllo delle principali vie di comunicazione e dei crinali dominanti, tra cui le strade statali 64, 610 e 65.
Nel settore dell'8a Armata britannica, la Linea Gotica era stata sfondata in Romagna il 1° settembre 1944. Tuttavia, l'avanzata aveva perso slancio, per poi culminare nella battaglia di Rimini tra il 17 e il 21 settembre 1944. Contemporaneamente, le divisioni del II Corpo d'Armata statunitense e del XIII Corpo britannico avevano attaccato le linee di difesa tedesche al Giogo di Scarperia, Monte Battaglia, Livergnano, Monte Cerere e Monte Grande, subendo pesanti perdite.
Le divisioni del IV Corpo d'Armata statunitense erano schierate a ovest della valle percorsa dalla strada statale 64 e dal fiume Reno, nell'alto Appennino Bolognese. In questo contesto, le unità della 1a Divisione di fanteria brasiliana (FEB) si trincerarono il 5 novembre 1944 nell'area sottostante Monte Castello, nel territorio del comune di Gaggio Montano, ad est di Monte Belvedere, roccaforte della difesa tedesca.
Forze in Campo
Sotto il Comando del Quindicesimo Gruppo di Armate operavano diverse unità, tra cui:
Leggi anche: Combattimento con il coltello: manuale per militari
- 5a Armata Americana:
- 92a Divisione di Fanteria (settore costa Toscana e Liguria)
- II Corpo d’armata americano (tra la valle del Sillaro e la S.S. 64)
- 1a Divisione corazzata americana (Riserva del Corpo d’Armata)
- 85a Divisione di fanteria americana (Riserva del Corpo d’Armata)
- 34a Divisione di fanteria americana
- 88a Divisione di fanteria americana
- 91a Divisione di fanteria americana
- IV Corpo d’armata americano (dalla S.S. 64 a est di Bagni di Lucca)
- 10a Divisione da montagna americana (da gennaio del 1945)
- 1a Divisione di fanteria brasiliana
- 6a Divisione corazzata sud africana
- 2° Gruppo corazzato americano Task Force 45
- 13° Corpo d’armata britannico (dalla valle del Senio alla valle del Sillaro)
- 1a Divisione di fanteria britannica e 19a brigata di fanteria indiana
- 6a Divisione corazzata britannica
- 8a Divisione di fanteria indiana
- 78a Divisione di fanteria britannica
- 1a Brigata corazzata canadese
- 8a Armata Britannica:
- 1a Divisione corazzata britannica (riserva del Corpo d’Armata )
- 2a Brigata corazzata britannica
- 25a Brigata carri (meno un reggimento)
- 26a Brigata corazzata ( meno due reggimenti spostati alla 6a Divisione corazzata britannica)
- 10° Corpo d’armata britannico (riserva d’Armata nell’area di Macerata)
- 46a Divisione britannica (solo due brigate)
- Gruppo di combattimento Cremona
- 1° Corpo d’Armata canadese ( Costa Adriatica )
- 1a Divisione di fanteria canadese
- 5a Divisione corazzata canadese
- 9a Brigata corazzata britannica
- 21a Brigata carri britannica
- 5° Corpo d’Armata britannico ( a cavallo della S.S. 9 via Emilia )
- 2a Divisione di fanteria neozelandese
- 10a Divisione di fanteria indiana ( quattro brigate )
- 56a Divisione di fanteria britannica ( due brigate )
- 7a Brigata corazzata britannica
- 43a Brigata di fanteria indiana Gurka
Contrapposte a queste forze, le truppe tedesche erano organizzate come segue:
- X ARMATA Riserva d’armata (nell’area di Bologna)
- 26a Divisione Panzer
- 98a Divisione di fanteria
- 305a Divisione di fanteria
- 157a Divisione di fanteria da montagna
- LXXIII Corpo d’Armata (dalla costa dell’Adriatico a Bagnacavallo)
- 114a Divisione Jäger
- 16a Divisione SS Panzer Granadier
- 356a Divisione di fanteria
- LXXVI Corpo d’Armata Panzer (da Bagnacavallo a sud della S.S. 9)
- 278a Divisione di fanteria
- 29a Divisione Panzer Granadier
- 90a Divisione Panzer Granadier
- XIV° Corpo d’Armata Panzer (da sud di Faenza alla valle dell’Idice)
- 715a Divisione di fanteria
- 334a Divisione di fanteria
- I Corpo d’Armata paracadutisti (dalla valle dell’Idice alla S.S. 9)
- LI Corpo d’Armata Truppe da montagna (dalla S.S. 9)
Gli Assalti a Monte Castello
I soldati brasiliani, giunti in Italia nel luglio 1944 al comando del generale J. B. Mascarenhas de Morais, si trovarono di fronte a un compito arduo. Il primo assalto a Monte Castello, nella notte tra il 28 e il 29 novembre, si rivelò disastroso, con la perdita di 190 soldati tra morti, feriti e dispersi. Un secondo attacco, sferrato il 12 dicembre, causò altre 250 perdite. Questi insuccessi iniziali portarono alla rimozione del capo di stato maggiore.
Il caposaldo tedesco era difeso da fanti della 232a divisione "Tridente", composta da veterani del fronte russo e giovani reclute della regione di Francoforte, al comando del gen. Boelsen.
La Vittoria del 21 Febbraio 1945
Dopo mesi di preparazione e riorganizzazione, il 21 febbraio 1945, la FEB conquistò finalmente Monte Castello. Questa vittoria fu essenziale per l'avanzata alleata e contribuì alla sconfitta delle truppe naziste. La battaglia fu tutt'altro che semplice e richiese un grande sacrificio da parte dei soldati brasiliani. Riportarono notevoli perdite (146 caduti), anche per un bombardamento prematuro dell'artiglieria americana.
Il Ruolo della Resistenza Partigiana
Durante questo periodo, la resistenza partigiana svolse un ruolo cruciale. La Zona libera del Belvedere, un'area liberata dai partigiani, rappresentò un esempio significativo della tenacia del movimento partigiano bolognese e modenese. I partigiani, superando difficoltà e sospetti iniziali, collaborarono attivamente con gli Alleati, fornendo informazioni, guidando le truppe e presidando il territorio.
Leggi anche: Allenamento fisico: pugilato e sport militari
L'esperienza della Zona libera del Belvedere dimostrò la capacità dei partigiani di gestire il territorio liberato, nominando sindaci, istituendo un reparto di polizia partigiana e allestendo un ospedale partigiano. La collaborazione tra partigiani e Alleati, pur non sempre facile, si rivelò fondamentale per l'avanzata delle forze alleate.
La Formazione della Zona Libera del Belvedere
La Zona libera del Belvedere nacque da una serie di eventi, tra cui la liberazione di Granaglione, Castel di Casio e Castelluccio di Porretta da parte della brigata Matteotti, e la liberazione di Lizzano in Belvedere da parte dei partigiani di Armando. Successivamente, la brigata Giustizia e Libertà occupò il Comune di Gaggio Montano.
Nonostante le difficoltà iniziali, le brigate partigiane riuscirono a dimostrare sul campo di meritare la fiducia degli Alleati, combattendo al loro fianco in prima linea, guidandoli e presidando il territorio.
L'Importanza della Memoria
La memoria di questi eventi è fondamentale per comprendere la storia locale e nazionale. Il ricordo del legame di solidarietà e dell'amicizia tra i soldati della FEB e la popolazione locale è ancora vivo e testimonia la capacità dell'uomo di mantenere valori positivi anche in situazioni estreme come la guerra.
Eventi come la presentazione del volume "Fratelli sulla montagna: esercito brasiliano e partigiani sull'Appennino tosco-emiliano" e le cerimonie commemorative contribuiscono a conservare e tramandare la memoria di quel sacrificio.
Leggi anche: Jiu-Jitsu Brasiliano: Guida all'autodifesa
tags: #12 #dicembre #1944 #Monte #Castello #esercito
