CIK Kendo Nazionale: Storia e sviluppo del Kendo in Italia

Introduzione

Il Kendo, arte marziale giapponese basata sulla scherma con la spada, ha radici profonde e una storia affascinante in Italia. Questo articolo esplora la storia della Confederazione Italiana Kendo (CIK) e il suo ruolo nello sviluppo del Kendo in Italia, dalla sua fondazione fino ai giorni nostri.

Le origini del Kendo in Italia

Il Kendo ha iniziato a strutturarsi in Italia nei primi anni '70. La prima organizzazione ufficiale fu l'AIK, fondata nel 1973, che nello stesso anno ottenne il riconoscimento della EKF (European Kendo Federation).

La nascita della FIS Kendo e le prime difficoltà

Nel 1982, l'AIDIKE (Associazione Italiana Discipline Kendo) e il Settore Kendo della FIK (Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate e Discipline associate) si unirono per formare la FIS Kendo, che nel 1986 divenne la Federazione Italiana Kendo. Questa federazione ottenne il riconoscimento del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) attraverso la Federazione Italiana Scherma, ricevendo appoggi e contributi. Tuttavia, la FIS Kendo si trovò ad affrontare un problema fondamentale: la maggior parte delle società affiliate non praticava Kendo, ma altre arti marziali. Queste società appartenevano alla CIAM (Confederazione Italiana Arti Marziali), il cui presidente era anche un funzionario del CONI che aveva promosso la nascita della FIS Kendo.

La richiesta di riconoscimento internazionale e le tensioni interne

Nel 1982, la FIS Kendo chiese all'EKF il riconoscimento internazionale in sostituzione dell'AIK. La Federazione Europea prese tempo, istituendo una commissione per valutare la situazione italiana, ma senza risultati. Successivamente, l'EKF stabilì che, per essere accettate, le due organizzazioni avrebbero dovuto collaborare in Italia e partecipare alle competizioni internazionali con un'unica squadra.

Nel 1987, all'interno della Federazione Italiana Kendo, iniziarono a sorgere conflitti tra il consiglio eletto nell'assemblea costitutiva del 1986, composto principalmente da società che praticavano Kendo, e il funzionario del CONI. Questi attriti portarono al commissariamento della Federazione Italiana Kendo da parte della Federazione Italiana Scherma. Di conseguenza, molte società di praticanti, considerate le guide della federazione, decisero di non poter più sviluppare il Kendo all'interno della FIK e, nel marzo 1988, fondarono la FeNIKe (Federazione Nazionale Italiana Kendo).

Leggi anche: "Il cosmo sul comò": Recensione

La nascita della CIK e il riconoscimento internazionale

Nel 1988, l'EKF, insoddisfatta della situazione italiana, decise di risolvere definitivamente il problema scegliendo quale delle due organizzazioni avrebbe dovuto rappresentare l'Italia. All'assemblea dell'EKF del 25 maggio 1988 a Seul, durante i Campionati Mondiali, si presentarono i due blocchi italiani: la FIK e la CIK. Dal 25 maggio 1988, quindi, la CIK promosse il Kendo in Italia secondo le direttive della Federazione Internazionale e rappresentò il Kendo italiano a livello internazionale.

Il destino della FIK e i tentativi di collaborazione

La Federazione Italiana Kendo continuò ad esistere, almeno formalmente. Inizialmente, cercò di formare un'organizzazione europea "alternativa" con alcuni fuoriusciti dalla federazione francese, la European Kendo Iaido Union, ma questa ebbe vita breve. Successivamente, molti praticanti di Kendo migrarono verso la CIK, portando a una drastica riduzione dei contributi del CONI. Nel 1994, la FIK fu commissariata per irregolarità del suo presidente, che fu poi radiato l'anno successivo.

La CIK avviò in due occasioni trattative con la FIK per creare una struttura comune. La prima trattativa si svolse tra il 1999 e il 2001. A seguito di questa trattativa, la FIK citò in tribunale la CIK, contestandole la possibilità di organizzare Campionati Italiani in quanto organizzazione privata. La causa fu vinta dalla CIK. Le seconde trattative, avviate nel 2004 e nel 2010, non portarono a risultati significativi.

La crescita e l'evoluzione della CIK

Dal 1988 ad oggi, la CIK è cresciuta notevolmente. Per molti anni, ha mantenuto la struttura originaria con due organizzazioni autonome che svolgevano le loro attività, programmavano i loro calendari e avevano i loro maestri, condividendoli comunque con l'altra. I rapporti interpersonali sono migliorati, le rivalità si sono attenuate e le visioni di sviluppo hanno cominciato ad avvicinarsi. La pratica comune ha sciolto la diffidenza ed è diventata la normalità. La Confederazione è lentamente divenuta un'unica realtà.

Prese atto di questa nuova situazione, l'AIK e la FeNIKe hanno deciso di dar luogo a una nuova organizzazione che mantenesse il nome, ma rappresentasse la realtà unitaria che il Kendo italiano era ormai diventato. La CIK è cresciuta in modo continuo, deciso e costante.

Leggi anche: Come usare il Telecomando Kendo

Diffusione del Kendo in Italia

Nel 2014, i Dojo iscritti alla CIK erano diffusi in 16 regioni italiane.

Personalità di spicco nel Kendo italiano

Tra le figure di spicco che hanno contribuito allo sviluppo del Kendo in Italia, troviamo:

  • Donatella Castelli: Ha iniziato a praticare Kendo nel 1985 in Italia e ha continuato ad allenarsi in tutti i paesi in cui ha vissuto (Germania, Giappone, Paesi Bassi).
  • Diversi redattori della rivista KI, che hanno contribuito alla diffusione della conoscenza del Kendo e delle arti marziali in Italia. Tra questi, troviamo persone con background diversi, come ingegneri, scrittori, web designer e appassionati di arti marziali. Alcuni di loro praticano anche altre discipline come Iaido, Judo e Karate.

Leggi anche: Frittelle tradizionali e moderne

tags: #cik #kendo #nazionale

Post popolari: