Pugilato in Sardegna: storia, nomi e figure di spicco

Il pugilato in Sardegna ha una storia ricca e affascinante, costellata di nomi che hanno lasciato un segno indelebile nello sport e nel cuore degli appassionati. Quest'articolo esplora le figure più importanti, gli eventi significativi e l'evoluzione di questa disciplina nell'isola.

Raffaele Argiolas: un arbitro internazionale sardo

La recente scomparsa dell'arbitro-giudice internazionale Raffaele Argiolas di Monserrato (Cagliari) ha colpito profondamente il mondo del pugilato. Argiolas, spentosi a 67 anni a seguito di una lunga malattia, è ricordato per la sua serietà, etica professionale e per l'impegno profuso nello sviluppo dello sport in Sardegna e oltre.

Giuseppe Giallara, amico e giornalista, lo ricorda con affetto: "Ho conosciuto Raffaele Argiolas nei primi anni Settanta, quando la passione per la boxe stava per indurlo a diventare un addetto ai lavori e a salire sul ring non come pugile ma come direttore e giudice di contese pugilistiche."

Argiolas divenne arbitro-giudice internazionale nel 1979, distinguendosi prima nei match dilettantistici e poi, dal 1999, nei combattimenti professionistici. Ha diretto 32 incontri come arbitro e 43 come giudice, partecipando a eventi di prestigio internazionale come il mondiale dei supermedi Ibf tra Sven Ottke e Thomas Tate nel 1999 in Germania e quello del 2002 sempre in Germania tra lo stesso Ottke e Joe Gatti. Ha inoltre officiato nel mondiale Youth dei welter Ibf tra Stefan Stefanovic e Michael Schubov in Serbia. Come giudice, ha partecipato al mondiale dei medi Ibf tra Arthur Abraham e Mahir Oral nel 2007 in Germania, nel mondiale Youth dei mediomassimi tra Francesco Versaci e Fatjom Murati a Cagliari nel 2010 e in altri incontri con protagonisti internazionali come Vassiliy Jirov, Leavander Johnson, Henry Mask e Marco Huck.

Giallara sottolinea la sua professionalità e discrezione: "Argiolas si muoveva sul ring con semplicità, badando a non essere mai troppo appariscente, sempre concentrato e meticoloso. Non amava il protagonismo, puntava all'essenziale, al rispetto delle norme che tutelano l'incolumità dei pugili sul ring pur senza rinunciare allo spettacolo, ed era padrone dei propri gesti e delle proprie emozioni."

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Salvatore Burruni: un campione mondiale sardo

Salvatore Burruni, detto Tore, è considerato il miglior pugile sardo di sempre. Nato ad Alghero, è stato campione italiano, campione europeo e campione del mondo dei pesi mosca. Marco Nicolini, scrittore e giornalista esperto di pugilato, afferma: "Voglio rinverdire il ricordo di Salvatore Burruni, detto Tore, campione italiano, campione europeo e, per oltre un anno, indiscusso campione del mondo dei pesi mosca. Da sole, le due righe che ho appena scritto, basterebbero a rendere l’idea della stupefacente boxe catalana del campione di Alghero."

La sua vittoria del titolo mondiale negli anni '60 fu un evento di grande risonanza per la Sardegna. Gianni Minà, giornalista, ricorda: "Era l’esempio del giovane sardo che aveva rischiato qualcosa al di fuori di quello che è il suo ambiente e che ce l’aveva fatta." Le immagini del suo ritorno ad Alghero, con l'abbraccio della madre e la gioia della sua gente, sono diventate un simbolo dell'orgoglio sardo.

Manlio Brigaglia, storico, accademico e giornalista, sottolinea il suo impatto emotivo: "Con il suo coraggio era entrato nel cuore di tutti i sardi." Carmelo Alfonso, giornalista, lo descrive come "un simbolo per la sua città e tutta l’Italia, un grande uomo che si è sempre distinto per il rispetto dell’avversario, la più alta rappresentazione degli ideali sportivi ed olimpici."

Tonino Burruni, storico e scrittore, evidenzia un episodio poco noto della sua carriera: "Non tutti sanno che Tore, la notte del 27 ottobre del 1958, divenne campione d’Italia combattendo contro Spano con una mano sola. Tre giorni prima, un giovedì sera, in allenamento, il campione del mondo accusò un lancinante dolore alla mano sinistra. Venne accompagnato subito da un eminente clinico il quale provvide a fargli seduta stante una diecina di lastre e la diagnosi fu spietata, terribile: “frattura del metacarpo in un punto amorfo, privo di sanguificazione, quindi assoluta impossibilità di saldatura e di guarigione. … v’è ancora chi crede ai miracoli”."

La città di Alghero ha onorato la sua memoria dedicandogli il "Viale Tore Burruni Campione del mondo di Pugilato". Il Sindaco di Alghero - On. Marco Tedde affermò: "Tore è stato anche il più qualificato messaggero, in termini turistici, della sua città. Alghero, conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze naturali e per quel centro storico tra i più rinomati, ha tratto enormi vantaggi anche grazie al suo figlio Campione del Mondo."

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Mario Bruno, Sindaco di Alghero, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Cinquant’anni da campione” ha ricordato: "Tore Burruni era e rimane il simbolo di uno sport autentico e glorioso, un esempio di lealtà e correttezza per l’Italia intera, è l’atleta che più di tutti ha diffuso i veri valori dello sport esportando nel mondo la sua città, un esempio per le giovani generazioni."

Michele Pais, Presidente del Consiglio Regionale, ha sottolineato: "Tore non è stato solo un grande atleta e Campione sportivo e i suoi titoli parlano chiaro, ma la sua umiltà, il rispetto dell’avversario e i suoi insegnamenti ai giovani atleti dei più alti valori olimpici, fanno di lui un esempio per le giovani generazioni sportive".

Mario Conoci, Sindaco di Alghero, ha ricordato la sua vittoria del titolo mondiale il 23 aprile 1965: "Una serata indimenticabile per chi l’ha vissuta: Salvatore Burruni alla bella età di 32 saliva sul tetto del mondo, quinto italiano a conquistare la cintura mondiale dopo Carnera, D’Agata, Loi e Mazzinghi. “Un piccolo gigante dal fisico d’acciaio e dalla volontà di ferro”, così veniva definito nel mondo della boxe. Ma per noi algheresi Tore Burruni è stato soprattutto un grande uomo, prima che un campione, un uomo che ha dato tantissimo alla sua città e che ha rappresentato e rappresenta ancora un esempio per gli algheresi e per i sardi."

Mario Sanna: una vita sul ring e fuori

Mario Sanna, originario di Anela, è un altro nome importante del pugilato sardo. La sua autobiografia, "Sportivamente, Mario Sanna", racconta la sua vita sul ring e fuori, descrivendo le difficoltà dell'emigrazione e il successo nello sport. Il libro narra la sua infanzia ad Anela, il lavoro con il padre come pastore, l'emigrazione ad Aprilia e l'inizio della sua carriera pugilistica.

Sanna iniziò a fare sul serio con il pugilato ad Aprilia nell'estate del 1964 presso il C.R.A.L. della Simmenthal. Nel novembre 1965 divenne campione italiano allievi. Dopo il servizio militare, conquistò il prestigioso "Guanto d'oro" nel 1967 a Genova e, nel 1968, il titolo di campione nazionale dilettanti dei pesi leggeri. Partecipò alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968.

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Nel 1971, a Castrovillari, conquistò il titolo italiano professionisti dei superpiuma. La sua vittoria fu seguita con grande entusiasmo ad Anela e ad Aprilia.

Altri nomi e realtà del pugilato sardo

Oltre alle figure già citate, il pugilato sardo vanta altri nomi e realtà significative.

  • Cesare Corda: Giornalista e scrittore sardo, è stato tra i primi radiocronisti e telecronisti sportivi. Nel 1975, da Milano, realizzò la cronaca di un incontro di pugilato di Franco Udella, la prima radiocronaca delle radio libere.
  • Patrick Cappai: A Patrick Cappai è stato conferito il premio dedicato al pugilato.
  • Folgore Boxe: Società pugilistica che ha contribuito alla crescita di molti talenti sardi. Gigi Iriu, fondatore e animatore della Folgore Boxe, ha dedicato la sua vita alla promozione del pugilato.
  • Nicola Mancosu: Pugile sardo premiato al Trofeo Carnera.

Eventi e riconoscimenti

Il pugilato sardo è celebrato in diversi eventi e riconoscimenti.

  • Premio Davide Astori: Iniziativa che premia atleti e personalità dello sport sardo, con un premio dedicato al pugilato.
  • Trofeo Carnera: Manifestazione pugilistica che si svolge a Sequals, in Friuli, in onore del campione mondiale Primo Carnera. Il sardo Nicola Mancosu è stato premiato al Trofeo Carnera.

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