Rocky Balboa: la storia vera dietro il mito

Tutti conoscono la leggendaria storia di Rocky Balboa, lo "stallone italiano" creato dalla mente di Sylvester Stallone, ma pochi sanno a chi si è ispirato l'attore per dar vita a questo personaggio iconico. La risposta è Chuck Wepner, un pugile semi-sconosciuto degli anni '70, soprannominato "il sanguinante di Bayonne".

Chuck Wepner: il pugile che ispirò un mito

Nato il 26 febbraio 1939 a New York, Chuck Wepner ha avuto una carriera professionistica che ha segnato un'epoca, culminando in un incontro leggendario contro Muhammad Ali nel 1975. Iniziò la sua carriera professionistica nel 1964, guadagnandosi rapidamente una reputazione nel circuito del pugilato del Nordest degli Stati Uniti. Con un record finale di 35 vittorie (18 per ko), 14 sconfitte e 2 pareggi, il suo stile di combattimento era caratterizzato da una straordinaria capacità di resistenza e da un'incredibile tenacia.

Wepner ottenne alcune vittorie significative, tra cui quelle contro Randy Neumann e l'ex campione del mondo Ernie Terrell. Tuttavia, le sue sconfitte contro giganti come George Foreman e Sonny Liston furono memorabili. In particolare, l'incontro con Liston nel 1970 fu uno dei più duri della sua carriera, tanto da richiedere 120 punti di sutura dopo il match.

L'incontro con Muhammad Ali: la scintilla che fece nascere Rocky

Il momento culminante della sua carriera arrivò il 24 marzo 1975, quando affrontò Muhammad Ali per il titolo mondiale dei pesi massimi al Richfield Coliseum in Ohio. L'incontro non solo rappresentò una grande opportunità per Wepner, ma divenne anche un evento storico. Contro ogni pronostico, Wepner riuscì a mettere Ali al tappeto nel nono round, un evento che sorprese molti e che Ali stesso attribuì a un passo falso. Wepner poi perse il match per ko tecnico a 19 secondi dalla fine del round numero 15 dopo un vero e proprio pestaggio da parte del campione.

Tra il pubblico, un attore dalla carriera ai minimi storici: Sylvester Stallone. Sbalordito da quell'incontro ed affascinato da quel pugile che non mollò mai, Stallone si rinchiuse per tre giorni in casa e cominciò a scrivere quello che poi si rivelò essere un vero e proprio capolavoro.

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Dalla realtà alla finzione: la nascita di Rocky Balboa

E fu proprio quel duello sul ring ad ispirare la creazione di Rocky Balboa nel film Rocky del 1976. Il film vinse tre premi Oscar, al secondo posto tra i migliori film sportivi di tutti i tempi e guadagnato negli anni qualcosa come poco meno di tre miliardi di dollari.

L’ennesima geniale intuizione di Stallone fu quella di voler interpretare il personaggio principale a tutti i costi, non cedendo alle pressioni ed ai quattrini (parecchi), offertigli dai produttori del film che avrebbero preferito gente affermata come Burt Reynolds. Nacque così il mito di Rocky Balboa, lo stallone italiano.

Wepner- Rocky Balboa, un pugile mediocre che riesce ad avere un’occasione nella vita e lotta con tutte le sue forze, contro Ali-Apollo Creed. Il campione dei campioni che nonostante i favori del pronostico rischia di perdere il titolo contro un pugile dilettante ( quest’ultima parte non proprio corrispondente alla realtà).

Wepner dopo Rocky: tra difficoltà e rinascita

Riguardo a Wepner, si guadagna da vivere facendo il rappresentante farmaceutico e di liquori. Già, quando Stallone gli chiese di poter utilizzare la sua storia, proponendogli una percentuale sugli incassi, Wepner rifiutò, non credendo a quel progetto e accettando quindi dei soldi -pochi e subito- salvo poi ritrattare e mettere (ad oggi inutilmente) in mano ad avvocati tutta la faccenda.

Dopo il ritiro dal pugilato nel 1978, Wepner affrontò diverse sfide personali, tra cui problemi finanziari, legali e anche di cocaina. Un grave errore, visto che Rocky incassa milioni e consente a Stallone di diventare uno degli attori più amati della storia del cinema statunitense. E mentre lui si trasforma in una star di prima grandezza, Wepner finisce nell'abisso: con la droga arriva anche la galera. Le cose non vanno bene nemmeno nella vita privata, dove finisce anche la storia con la sua seconda moglie per un tradimento.

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Ma come combatteva sul ring, lo fa anche nella vita. La rinascita inizia con la causa a Stallone che gli permette di respirare dal punto di vista economico. Poi realizza la sua autobiografia. E la convivenza con Linda, la barista della scappatella che aveva mandato in frantumi il suo secondo matrimonio.

L'eredità di Chuck Wepner: un'ispirazione per il cinema

La sua storia continua ad ispirare opere cinematografiche e documentari, come Chuck (2016) e The Real Rocky (2011), che esplorano la sua vita e carriera. E infine arriva il vero film, quello che racconta la sua storia reale: The bleeder. Il regista Philippe Falardeau ha portato la vera storia di Wepner Rocky sul grande schermo. Liev Schreiber veste i panni del pugile, nel cast anche Naomi Watts, Elisabeth Moss e Ron Perlman. Un film crudo, lontanissimo dal trionfalismo di Rocky Balboa, ma in grado di raccontare una vita sull'otto volante, fatta di cazzotti e fiumi di sangue.

"The Bleeder" è la storia vera di Chuck Wepner, un venditore di liquori del New Jersey, che ha combattuto 15 round nello straordinario campionato mondiale dei pesi massimi del 1975 contro il più grande pugile di tutti i tempi, Muhammad Ali, e che alla fine ha ispirato il franchise da miliardi di dollari Rocky.

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