Leggende del Kendō: Storia, Filosofia e Impatto Culturale

Il kendō, letteralmente "la via della spada", è un'arte marziale giapponese moderna discendente dal kenjutsu, l'antica arte della spada dei samurai. La sua storia è intrisa di leggende, filosofia e un profondo impatto sulla cultura giapponese. Questo articolo esplora le origini del kendō, la sua evoluzione attraverso i secoli, i suoi principi fondamentali e il suo significato nel mondo contemporaneo.

Origini e Leggende

Le radici del kendō affondano nel terreno fertile delle arti marziali cinesi e indiane, per poi germogliare nel contesto unico del Giappone feudale.

Le influenze Zen e il Bushidō:La storia del kendō è costellata di figure leggendarie, monaci guerrieri e samurai virtuosi che hanno contribuito a plasmare la sua essenza. Si narra che il monaco indiano Bodhidharma, nel V secolo, portò il Buddhismo in Cina, dove si fuse con il Taoismo e altre tradizioni, dando origine allo Zen. Questo incontro tra filosofia orientale e arti marziali ha profondamente influenzato il kendō, promuovendo la calma interiore, la concentrazione e la saggezza.

Il codice etico del Bushidō, la "via del guerriero", era la guida morale dei samurai. Questo codice promuoveva virtù come la lealtà, l'onore, la giustizia, la disciplina, la compassione, la cortesia, l'onestà e il rispetto. I samurai erano anche devoti alla pratica della meditazione Zen, essenziale per sviluppare la calma interiore e la concentrazione.

La nascita dei Samurai:La nascita dei samurai è strettamente legata all'era feudale del Giappone. Durante questo periodo, i guerrieri si sono distinti per il loro valore, la loro abilità nella lotta e la loro lealtà assoluta al loro signore. La parola "Samurai" significa letteralmente "servire" o "accompagnare". La vita di un samurai era caratterizzata da una rigorosa disciplina militare, da rigorosi codici morali e da una profonda devozione alla causa a cui servivano.

L'Evoluzione del Kendō

Nel corso dei secoli, il kendō ha subito trasformazioni significative, adattandosi ai cambiamenti sociali e politici del Giappone.

Dal Kenjutsu al Kendō:Il kenjutsu, l'antica arte della spada, era specificatamente un'arte aggressiva tesa solo alla sopraffazione ed all'eliminazione dell'avversario. A dispetto di questa sua natura estremamente pratica, vi furono dei samurai che votarono se stessi ad un profondo studio di quest'arte approfondendone gli aspetti tecnici anche da un punto di vista filosofico, etico e morale. Molti di questi guerrieri scoprirono che la pratica del kenjutsu instillava in loro un senso di pace interiore ed una visione della vita che faceva loro aborrire l'uccisione gratuita di altri esseri umani. Le scuole, ryu, che derivarono da tali pensieri furono fondamentali nell'evoluzione dell'arte della spada, da mera tecnica a veicolo per il Do, la "Via", il miglioramento di se stessi tramite lo studio della spada, e quindi per il successivo passaggio da kenjutsu a kendo.

Il Kendō Moderno:Con il passare del tempo, il Giappone ha vissuto periodi di relativa pace e stabilità. Durante il regno di Tokugawa, la classe dei Samurai, quella che aveva l’appannaggio dell’arte della guerra, subì un tracollo che investì le loro arti marziali. Nella società feudale, il Samurai era considerato appartenente alla piccola nobiltà e viveva agli ordini del Daimyo (grande nobiltà ). Dopo la restaurazione Meiji (1868), durante la quale vennero abbattuti i Tokugawa il potere tornò all’imperatore. Le arti marziali conobbero un trentennio di decadenza, durante il quale i vari Dojo (palestre) erano disertati. Sembra che tutto l’antico patrimonio del bujutsu dovesse andare definitivamente perduto. Invece, ci fu chi ebbe la geniale intuizione di salvare il tutto cercando di adattare le arti marziali ai tempi. Così la parola Jutsu scomparve per far posto alla parola Do, che è un termine filosofico indicante (la Via).

Kenkichi Sakakibara (1830-1849) e Jigoro Kano, l’uno per l’arte della spada e il secondo per il Judo, furono le personalità che per prime in Giappone si fecero promotrici di questo definitivo sviluppo delle arti marziali. Ebbero l’appoggio del governo che introdusse nelle scuole questi nuovi sport.

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Principi Fondamentali del Kendō

Il kendō non è solo una tecnica di combattimento, ma una disciplina che mira al miglioramento psicofisico dell'essere umano e alla crescita personale.

Il Concetto di "Ki-Ken-Tai-Icchi":Questo principio fondamentale del kendō significa "spirito, spada e corpo in unità". Esso sottolinea l'importanza di coordinare mente, corpo e tecnica in ogni azione.

L'Importanza del "Kiai":Il "kiai" è un grido vigoroso che esprime l'energia e l'intenzione del praticante. Esso non è solo un'esclamazione, ma un mezzo per concentrare la propria forza e intimidire l'avversario.

Il Ruolo dello "Shinai" e dell'Armatura:Nel kendō, i praticanti utilizzano uno "shinai", una spada di bambù, e indossano un'armatura protettiva. Questo permette loro di allenarsi in modo sicuro e di sviluppare le proprie abilità senza il rischio di lesioni gravi. I colpi ammessi nel kendo sono tre fendenti, men al capo, kote al polso, do all'addome e un affondo, lo tsuki diretto alla gola.

L'Influenza del Kendō sulla Cultura Giapponese

Il kendō ha avuto un impatto profondo sulla cultura giapponese, influenzando non solo le arti marziali, ma anche la filosofia, l'etica e l'estetica.

Il Kendō come Via di Crescita Personale:Il kendō è considerato una "via" (dō), un percorso di crescita personale che va al di là della semplice tecnica di combattimento. Attraverso la pratica del kendō, i praticanti imparano a sviluppare la disciplina, la perseveranza, il rispetto e l'umiltà.

Il Kendō nelle Arti e nei Media:L'immagine del samurai e della katana si è diffusa anche attraverso il cinema e i media. I film e le rappresentazioni visive hanno dato una nuova vita ai guerrieri giapponesi nel mondo moderno. Attraverso il cinema, è possibile immergersi nell’epoca dei Samurai e apprezzare la loro maestria nelle arti marziali.

Il Kendō nel Mondo Contemporaneo

Oggi, il kendō è praticato in tutto il mondo da persone di ogni età e provenienza. Esso continua ad essere un'importante espressione della cultura giapponese e un mezzo per promuovere la salute fisica e mentale, la disciplina e il rispetto.

La Diffusione Globale del Kendō:Il kendō ha superato i confini del Giappone e si è diffuso in tutto il mondo, diventando un'arte marziale popolare e rispettata. Molti praticanti di kendō partecipano a competizioni internazionali e si sforzano di preservare e promuovere i valori tradizionali di questa disciplina.

Il Kendō come Sport e Arte Marziale:Il kendō è sia uno sport che un'arte marziale. Come sport, offre ai praticanti l'opportunità di competere e di mettere alla prova le proprie abilità. Come arte marziale, insegna valori importanti come la disciplina, il rispetto e la perseveranza.

Leggende e Realtà: Sfatare i Miti

Come ogni disciplina con una storia ricca e complessa, il kendō è circondato da miti e leggende che spesso oscurano la realtà.

L'Efficacia del Bokken:Secondo ulteriori fonti Bokuden avrebbe introdotto non il bokken ma lo shinai: la spada lamellare di bambu utilizzata nella pratica del kendo. Il suo scopo sarebbe stato quello di evitare i numerosi incidenti, anche gravi, causati dall’uso del bokken.

Il Bokken nella Pratica Moderna:Il bokken “moderno” nasce sul finire del 1600, quando lo Shogun emanò alcune direttive dirette alla standardizzazione delle armi; emula il tipo di katana chiamato kanbun-to dal nome dell’epoca Kanbun in cui ne vennero definiti i parametri. La “lama” è lunga 2 shaku e 4 bu; lo shaku (piede) corrisponde a 30,3 cm ed il bu è un suo decimale, la misura corrisponde quindi a circa 72 cm, misurati sulla linea che va dalla estremità della punta all'estremità del manico.

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